Retargeting con Google Ads: invoglia i tuoi clienti a passare all’azione

Campagne Pubblicitarie

Scommetto anche tu sei stato oggetto di una campagna di retargeting ma, magari, non ci avevi mai fatto caso e ora te lo dimostro.  Hai mai inserito un prodotto nel carrello senza completare l’acquisto? Cosa è successo poco tempo dopo?  Esatto, sei stato “inseguito” sul web da annunci mirati che ti ricordano che hai manifestato interesse per un prodotto e che, magari, è giunto il momento di tornare allo shop per completare l’acquisto. 

Ebbene, questo è retargeting

Ci sono potenziali clienti che, prima di passare all’azione, specie se non sono molto convinti, si prendono del tempo per valutare altre alternative o rimandare a tempi migliori un determinato investimento Questi utenti sono consapevoli di avere un bisogno e di doversi attivare per soddisfarlo ma, per svariate ragioni, tentennano dinanzi all’eventualità di prendere una decisione una volta per tutte. Momentanea mancanza di liquidità, indecisione, incapacità di prendere una decisione e persino“distrazione” sono le principali cause per cui le persone ritardano un acquisto. Come dovremmo comportarci in questi casi? Insistere? Lasciar perdere? Provare a formulare un’offerta personalizzata? Difficile rispondere, così, su due piedi. In ogni caso sul web c’è un modo molto efficace per spingere il potenziale cliente a farsi avanti dopo che ha rimandato la decisione d’acquisto: il retargeting, per l’appunto.  Si tratta di una strategia di Digital Marketing che permette di catturare l’attenzione di chi è già entrato in contatto con la tua azienda online. Puoi pianificare campagne di questo tipo con un’infinità di piattaforme, cioè con Meta (Facebook e Instagram Ads), con Linkedin Ads, con Google Ads, con Microsoft Advertising ecc…  È la possibilità di entrare in contatto con utenti che hanno manifestato interesse per la tua azienda ma che, al momento di concludere l’affare, si sono tirati indietro: in pratica ti permette di mantenere viva la fiamma che scalda le aspettative, i desideri e i bisogni dei tuoi potenziali clienti e, quindi, di indirizzare un tipo di pubblicità che risulterà loro familiare. 

Remarketing o retargeting? Le differenze

Il remarketing e il retargeting riguardano entrambi le strategie di Web Marketing con cui si mira a riattivare l’attenzione di utenti “già noti”. Ciò nonostante non hanno lo stesso significato anche se, spesso e volentieri. questi due termini vengono usati come sinonimi. A voler essere precisi, infatti, il retargeting si concentra sulla tracciatura del comportamento degli utenti nel sito web, includendo quelli che hanno visitato specifiche pagine, compiuto azioni come il download o il clic su determinati elementi. In questo caso l’attenzione è rivolta al comportamento degli utenti e alle loro azioni.  Il remarketing, invece, va un passo oltre perché mira a creare liste di utenti “noti” per nome, cognome e dettagli di contatto acquisiti (tipo azioni come acquisti, iscrizioni e qualsiasi altro comportamento di interazione). Esso coinvolge individui specificamente profilati e offre la possibilità di utilizzare canali più diversificati, come le newsletter o le telefonate, per esempio.  In parole semplici: il retargeting si concentra sul comportamento online di gruppi di utenti non noti, mentre il remarketing coinvolge individui profilati attraverso contatti acquisiti.

Remarketing su Google Ads: tipi di campagne che puoi creare

Google Ads, tra le varie possibilità di targhettizzazione, ti permette di selezionare solo utenti che hanno manifestato interesse con un click sui tuoi annunci o che sono già entrati in contatto con i tuoi canali web. In particolare puoi scegliere di avviare campagne:

  • sulla rete display
  • tramite Remarketing dinamico
  • attraverso i video,
  • oppure selezionando le ricerche effettuate dagli utenti sul motore di ricerca.

Remarketing sulla Rete Display

Il Remarketing sulla Rete Display consente di intercettare gli utenti che hanno precedentemente visitato il tuo sito web e di mostrare loro annunci pertinenti mentre navigano su altri siti e app all’interno della vasta rete di partner di Google. Ecco una panoramica delle principali caratteristiche. 

  • Implementazione del Codice: per avviare campagne di Remarketing sulla rete Display di Google devi incorporare un codice nel tuo sito web, noto come “pixel di Remarketing” che servirà per raccogliere informazioni sui visitatori e ad aggiungerli a liste ordinate in base alle pagine visitate o alle azioni che hanno intrapreso.
  • Creazione di liste: tramite il pannello di controllo di Google Ads puoi creare liste di utenti basate su criteri specifici. Un esempio? Creare una lista per gli utenti che hanno visitato una pagina di prodotto ma non hanno completato un acquisto.
  • Creazione annunci: dopo aver incorporato il pixel e creato le tue liste passerai alla creazione degli annunci, pensati per invogliare gli utenti a tornare da te grazie a testi persuasivi e immagini accattivanti.

Ora ti basterà impostare le liste che hai creato come pubblico di destinazione delle tue campagne. Una volta avviati, i tuoi annunci verranno mostrati solo agli utenti inclusi nelle tue liste mentre navigano su siti web e app all’interno della Rete Display di Google.

Remarketing Dinamico

Il Remarketing dinamico su Google Ads è una evoluzione più avanzata per targettizzare gli utenti e inviare loro annunci mirati.

  • Consente di mostrare annunci altamente personalizzati ai visitatori che hanno interagito sul nostro sito web;
  • si basa su prodotti o servizi specifici già visualizzati in precedenza;
  • sfrutta l’utilizzo di un feed di prodotti o servizi grazie al quale il sistema crea automaticamente annunci adattabili ed in tempo reale.

Il Remarketing dinamico, in pratica, consente di ri-connettersi con gli utenti mostrando loro esattamente ciò che li ha interessati in precedenza, aumentando così le probabilità di generare lead e vendite. Remarketing Video Il Remarketing video si concentra su utenti che hanno già interagito con i tuoi video su YouTube o altre piattaforme video.

  • Quando pubblichi video su YouTube puoi attivare il tracciamento dei dati per monitorare le visualizzazioni, le interazioni e tutte le azioni eseguite dagli utenti dinanzi al contenuto;
  • funziona tramite la creazione di liste di utenti basate sulle azioni eseguite sui contenuti video;
  • selezionando le tue liste di Remarketing video come pubblico di destinazione gli annunci saranno mostrati solo agli utenti che ne fanno parte mentre guardano altri video su YouTube.

Retargeting con altre piattaforme pubblicitarie: Microsoft Advertising

Molto spesso tendiamo a prendere in considerazione solo Google e, in un certo senso, è facile capire il perché. È il primo motore di ricerca al mondo, nonché l’azienda più “potente” e “redditizia” per fare affari online: è il “top of mind”, il “leader di mercato” e, quindi, lo strumento più conosciuto ed utilizzato. Il punto è che esistono tantissimi altri motori di ricerca, così come esistono numerose altre piattaforme pubblicitarie sulle quali investire per acquisire nuovi clienti. Tra queste c’è Microsoft Advertising, ex Bing Ads, una piattaforma che, come ho già spiegato in questo altro mio approfondimento, vale la pena di prendere in considerazione per una serie di vantaggi:

  • costi inferiori: spesso e volentieri i costi pubblicitari su Microsoft Advertising sono più contenuti perché il livello di concorrenza è meno saturo. Ovviamente non è sempre perché tutto dipende dal mercato in cui operi e da come si fanno pubblicità i tuoi concorrenti;
  • importi le tue campagne in un click: con Microsoft Advertising puoi importare le campagne attive su Google Ads in modo semplice e veloce. Non puoi fare il contrario;
  • posizionamenti strategici: Microsoft Advertising è la sola piattaforma con cui puoi raggiungere utenti di Linkedin, aspetto estremamente vantaggioso per le aziende che operano nel mercato B2B.

Il funzionamento delle campagne di retargeting è molto simile a quello di Google Ads. Ciò che cambia è la terminologia utilizzata e l’interfaccia sulla quale ti troverai ad interagire anche se, grosso modo, è strutturata in modo decisamente intuitivo. Per esempio il codice di tracciamento si chiama “TAG di UET” ma, grossomodo, svolge le medesime funzioni di raccolta di dati per la creazione delle liste. 

Veniamo al dunque: perché è importante avviare campagne di retargeting?

Ora che conosci le basi del retargeting puoi capire perché questo tipo di campagne online è così importante. Visto che ti ho parlato di tantissimi concetti, forse a te nuovi, ti aiuterò a fare ordine tra le idee riepilogando gli aspetti principali da conoscere per comprendere appieno tutta la potenza del retargeting. Per prima cosa offre l’opportunità di tornare in mente ai potenziali clienti che, per distrazione, indecisione o mancanza di tempo, hanno rimandato una decisione d’acquisto. Grazie al retargeting potrai mostrare agli utenti annunci specifici basati sui loro comportamenti precedenti, come i prodotti che hanno visualizzato o aggiunto al carrello. In questo modo andrai a massimizzare l’efficacia dei tuoi investimenti pubblicitari, perché avrai la possibilità di adattare gli annunci ai gusti, ai comportamenti e alle esigenze personali di ogni tuo potenziale cliente. Da un punto di vista del budget, infine, le campagne di retargeting si caratterizzano da ritorni sugli investimenti molto redditizi, perché mostrare offerte ad utenti già interessati, com’è facile intuire, comporta maggiori possibilità di centrare gli obiettivi di vendita.  Dopotutto è più facile convincere un cliente vicino alla decisione d’acquisto rispetto ad uno che non ha mai sentito l’esigenza di valutare i tuoi prodotti o servizi, non trovi?