Ho un amico che ne capisce di campagne Facebook… mi posso fidare?

Perché la tua campagna su Facebook ADS non sta producendo i risultati sperati? Il telefono non squilla mai… nessuna email di richiesta informazioni, insomma, un DISASTRO!

Ma di fatto riesci a darti una risposta? Perché non funziona? Cosa hai fatto di sbagliato? Eppure il tuo amico ti aveva detto che sapeva farci davvero con le campagne pubblicitarie

Gli amici si scelgono, come i fidanzati, vero?

E se un amico-per-la-pelle ti dice che ti farà guadagnare tanti clienti occupandosi di qualche campagna Facebook (o Google anche se è più probabile che si occupi di Facebook perché Google è più complicato) per conto tuo, nel tuo io più profondo senti che devi dargli fiducia!

Anche se nella vita si occupa di idraulica… e non nel senso che fa il Direct Marketing Manager di una multinazionale che produce tubi e rubinetti… no, fa proprio l’idraulico!

Ora, con tutto il rispetto per gli idraulici che hanno il loro bel da fare, ma forse il tuo grande amico non è la persona più adatta a prendere le redini del tuo futuro imprenditoriale. Anche se la tua attività si dovesse interfacciare proprio con il settore idraulico!

In ogni caso, nulla ha a che fare con la creazione di campagne Facebook di successo.

“ad ognuno il suo mestiere”

Ci sono parecchi errori che si possono commettere nella realizzazione di campagne pubblicitarie online. E chi ne rimette è sicuramente il tuo portafogli!

Eccoti quindi una serie di spunti di riflessione sul perché gli amici sono persone con cui condividere le gioie e i dolori della vita mentre i professionisti sono figure specializzate a cui consegnare le chiavi della tua attività.

 

Come funziona una campagna a pagamento su Facebook?

Spiegare in modo semplice e sintetico il funzionamento di una campagna a pagamento sui social sarebbe riduttivo e poco professionale da parte mia. Ciò che posso fare è darti degli input da cui prendere spunto se intendi studiare oppure spronarti a dedicare il tuo tempo alla tua attività, delegando il marketing a chi lo fa per mestiere. 

Nessuna delle due scelte è sbagliata perché da un lato dovrai mettere in conto l’investimento di tempo da dedicare allo studio della pubblicità a pagamento sui social, mentre dall’altro ti servirà trovare un buon professionista qualificato che capisca le tue necessità ed i tuoi obiettivi di fatturato. Eccoti quindi i punti chiave della sponsorizzazione su Facebook da cui potresti iniziare a capire come funziona. 

La segmentazione del pubblico

La pubblicità non deve essere rivolta a tutti. Prendi nota di questa frase.

Se ti occupi di lame da barba professionali non ti rivolgerai ai ragazzini e se ti occupi di accessori da trekking dovrai parlare ad appassionati di questa disciplina. In entrambi i casi non avrebbe senso rivolgersi a tutti con la pubblicità ma selezionare solo pubblici di persone potenzialmente interessate alla tua attività. 

Deve rivolgersi al TARGET giusto per te, ovvero l’acquirente ideale per il tipo di attività che proponi. E come farlo? Di base, distinguendo gli utenti per sesso, età, Paese di provenienza, zona ed interessi (se appropriati).

Il target è proprio quel segmento di pubblico che può essere seriamente interessato a ciò che fai o a ciò che vendi. In quel segmento si nascondono (a volte nemmeno tanto bene) i tuoi potenziali clienti futuri!

Il segmento non deve essere né troppo ampio (dispersivo) né troppo ristretto, poiché rischieresti di perdere una miriade di persone potenzialmente interessate. Un altro rischio è quello di creare pubblici troppo piccoli, ovvero formati da un numero ristretto di persone tale per cui l’algoritmo non è in grado di espandere tutte le sue potenzialità. La conseguenza sarebbe quella di pagare un’inserzione per una campagna che non “gira”, ovvero che circola poco e che non ti rende nulla. 

Difficile eh? Si, forse per te che ti occupi di tutt’altro possono apparire tutti concetti complessi.

La scelta del budget

Qui il punto dolente…

Per fare campagne pubblicitarie servono soldi. Inutile girarci intorno, è la pura verità. 

Non credere a chi ti promette fuochi d’artificio spendendo poco o niente. Ci vuole il vile danaro o meglio la “benzina” per distribuire le campagne pubblicitarie ai tuoi potenziali clienti. 

Ma quanto? Tu hai già valutato quando saresti disposto ad investire per le tue campagne pubblicitarie o meglio quanto ti costa acquisire un cliente? Di quanto avrebbe bisogno la tua azienda per decollare seriamente?

E, soprattutto, quanti soldi hai già speso per varie pubblicità (su Facebook o sui cartelloni in piazza) che non sono servite a nulla???

Fai un rapido conto: quanto ti rimane dalla vendita dei tuoi prodotti o servizi? E di quello che ti rimane quando sei disposto ad investire nella pubblicità?

La risposta non è banale, ed i risultati nemmeno. Anche perché, quando si parla di pubblicità online si possono intraprendere varie strade.

E le strade dipendono dai tuoi obiettivi:

  • hai un’attività nata da poco e vuoi solamente ottenere tanti Like? – Scelta sbagliata, i Like non ti servono a nulla!
  • vuoi far conoscere meglio il tuo Brand? Specialmente se sei agli inizi, non hai bisogno di visibilità, ma di impostare le fondamenta del tuo marketing online che ti possa generare risultati
  • vuoi raccogliere tanti indirizzi email per future campagne di marketing? Sì, ok… ma per quale motivo? Con quale scopo e con quale funnel (percorso di acquisto del tuo prodotto/servizio)? Sei attrezzato per farlo?
  • vuoi far crescere il numero di potenziali clienti? Sì… ma come? Hai già un “impianto” strutturato con tanto di sito, landing page, ecc. ecc.?

Come vedi, le possibilità sono molte e le stesse campagne pubblicitarie, DA SOLE, non ti portano a nulla se non a buttare via soldi. Le campagne pubblicitarie, che siano su Facebook o su Google devono SEMPRE far parte di una strategia di Web Marketing.

Per questo motivo, DEVI farti aiutare, non puoi fare tutto da solo!

 

 

La realizzazione di annunci attraenti

Finora abbiamo menzionato i soldi ed il pubblico… due variabili fondamentali ma… l’aspetto strutturale e di copywriting (scrittura persuasiva) non è da meno!

Partiamo innanzitutto dal titolo: una recente ricerca della Columbia University unita all’Istituto nazionale francese ha stabilito che oltre il 59% degli utenti di Facebook valuta l’interesse o meno di un annuncio o di un testo dal titolo.
Vien da sé capire che, se l’intestazione del tuo annuncio risultasse noiosa o fuorviante… ecco scappare tanti possibili clienti!

Nel titolo ci deve essere la presentazione del tuo intento, deve intrigare e catturare l’interesse altrui.

Non è semplice, ma SI PUÒ FARE!

E per quanto riguarda la lunghezza? Meglio corto e conciso? Oppure paga di più essere prolissi e descrittivi? Non c’è una risposta precisa: ogni caso è a sé.

Dipende dal settore, dal target, dalla tipologia di pubblicità.

Non dimentichiamo le immagini: attraenti, impattanti, che strizzano l’occhio alla creatività. Sceglile con cura, sono estremamente importanti all’interno del tuo annuncio.

Oltre alla creatività c’è da considerare l’aspetto tecnico su cui si fonda il funzionamento delle campagne a pagamento su Facebook. Oltre a non andare contro le regole della Community di Facebook le immagini non devono contenere oltre il 20% di testo! Se utilizzi foto corredate da troppo testo l’inserzione viene bloccata e tu devi ricominciare tutto da capo. Lo stesso vale per immagini coperte da diritto d’autore, per le quali non hai alcun diritto di utilizzo se non riconoscendo la titolarità del contenuto a chi lo ha realizzato. 

Tutto questo ti fa capire quanto siano fondamentali nel tuo annuncio e, più in generale, nel campo della comunicazione e nelle campagne pubblicitarie.

L’obiettivo primario delle immagini è quello di raccontare, informare, sedurre, utilizzandole per trasmettere un messaggio ben preciso.

Dunque, fanne buon uso!

L’annuncio deve sempre portare alla vendita

Non è del tutto vero…

Certo, il tuo scopo finale è quello di vendere. Ma dovresti concentrarti di più sul “soddisfare un bisogno” ed “informare senza annoiare” piuttosto che sul “vendere a tutti i costi”.

Ti è chiaro il concetto? Mi spiego meglio. 

Potresti invogliare molto di più i tuoi potenziali clienti con un annuncio che li coinvolga nell’intimo, che stuzzichi la loro curiosità, che li sproni a saperne di più. Devi convincerli ad approfondire o a rimanere entusiasti delle informazioni che stai dando loro.

Un utente soddisfatto emotivamente sarà una persona più predisposta verso l’acquisto.

Per fare tutto ciò, mi basta la pubblicità su Facebook?

No, mi spiace per te, caro imprenditore, ma NON BASTA.

Domanda latente VS domanda consapevole

Ok, non sgranare gli occhi. Ora ci spieghiamo meglio…

La domanda latente è intercettata mediante gli interessi di un utente, le sue ricerche, i post sui quali si è soffermato… le campagne che si basano sulla domanda latente propongono alle persone gli annunci che riguardano le informazioni raccolte, ma vanno a “disturbarlo” in un momento in cui magari sta pensando a tutt’altro.

Social Network sono i luoghi perfetti per intercettare proprio quella domanda latente. L’annuncio dovrà essere, però, estremamente persuasivo. Ti ricordiamo che in quel momento la persona sta pensando ad altro (si dice spesso infatti che le persone “cazzeggiano” su Facebook).

Lavorare su questa domanda latente è uno dei compiti più ardui dell’esperto in Digital Marketing, ma regala anche grandi soddisfazioni! Facebook, in questo caso, è il luogo perfetto per farlo.

La domanda consapevole, invece, riguarda l’utente che, in modo ATTIVO, sta effettuando una ricerca (su Google per esempio).

Tu dovrai fornire una risposta precisa ad un suo bisogno/problema/esigenza. Al bisogno che ha in QUEL momento.

Le ricerche che vengono effettuate sui motori di ricerca (Google) possono essere diverse, in base alle necessità dell’utente. Egli, infatti, potrebbe cercare un’informazione di tipo culturale (la biografia di un autore, ad esempio), oppure potrebbe cercare le caratteristiche di più prodotti simili tra loro, o una ricerca diretta del nome di un Brand, oppure ancora potrebbe utilizzare il motore di ricerca per l’acquisto di un servizio.

I tuoi contenuti dovranno soddisfare l’esigenza dell’utente fornendo le informazioni giuste e catturando la sua attenzione, anche se l’impatto può essere minore rispetto alla domanda latente, in quanto stai fornendo al potenziale cliente esattamente il servizio o il prodotto che egli sta cercando in quel momento.

Qual è il Re incontrastato della pubblicità basata sulla domanda consapevole

E’ lui, Mr. Google, con Google Ads e le sue campagne di ricerca.

E qui si aprirebbe un ampio capitolo sulle strategie di pubblicità al di fuori di Facebook. Il nostro scopo, al momento, è quello di farti capire che non ti basterà la pubblicità su Facebook, perché ti perderesti praticamente tutte le possibilità incentrate sulla domanda consapevole!

–> Leggi anche: La domanda consapevole: un ottimo punto di partenza per la tua pubblicità su Google.

Ci vuole calma, e sangue freddo

Citando una nota canzone… ci vuole calma!

Pazienza, tanta pazienza e spirito di osservazione. 

Le campagne pubblicitarie non funzionano sempre al primo avvio. Vanno riviste, va corretto il tiro, va modificato/ottimizzato il target, occorre analizzare i dati raccolti, rinnovati i testi degli annunci, ottimizzare le landing page e via discorrendo. 

Ma prima di fare i ritocchini, bisogna ASPETTARE!

Valuta e monitora i risultati: solo così potrai capire le dinamiche delle performance. Hai a disposizione numerosi dati nel pannello di gestione. Ma sei in grado di interpretarli? In genere questo tipo di analisi viene fatta da agenzie specializzate in campagne pubblicitarie online.

TU, imprenditore scaltro e sicuramente molto esperto nel tuo settore, non sei la persona giusta per farlo!

Infatti numerosi sono i parametri di valutazione, eccone solo alcuni dei principali:

  • CPC (Costo Per Click) – ovvero il costo di ogni singolo click sull’annuncio;
  • CTR (Click Through Rate) – cioè il rapporto tra le visualizzazioni e i click fatti sull’annuncio;
  • CONVERSIONI – quante persone hanno acquistato/fatto richiesta del prodotto/servizio?
  • FREQUENZA – con la quale gli annunci vengono effettivamente visualizzati.

Queste sono solo alcune delle informazioni di base che ti possono far comprendere l’efficacia o meno di una campagna. Ovviamente dovrai aver impostato a monte i tracciamenti corretti, altrimenti non sarai in grado di esaminare l’andamento delle campagne pubblicitarie.

I dati ci sono, l’analisi è personale (meglio se anche PROFESSIONALE) ma tutto dipende da chi sa interpretare queste informazioni e trarne il TUO profitto.

Come avrai capito, affidarsi ad un improvvisato che millanta conoscenze in questo settore è il modo più veloce per perdere due volte tempo e denaro. La prima perché spenderai i tuoi guadagni in attività che non ti porteranno a nulla mentre, la seconda, li spenderai per recuperare i danni fatti. 

I tuoi clienti futuri ti aspettano, là fuori, sono gli utenti che ogni santo giorno popolano il web, sia sui Social che con ricerche puntuali, interessi, letture di post. Devi solo riuscire a raggiungerli, siano essi ignari o consapevoli. 

Lascia un commento

© 2021 riolab.net - P.IVA 03859450045
RIOLAB S.R.L. - Sede Legale: Via C. Chiapello 1, 12100 Cuneo (CN) N. REA CN-320553 - Cap. Soc. 10.000€ - PEC: riolab@pec.net

Privacy Policy Cookie Policy