Come aumentare l’efficacia delle campagne con Google Ads senza aumentare (o bruciare) budget

Bruciare budget” è un errore che può verificarsi in qualsiasi ambito di investimento aziendale. Tutti conosciamo il significato di questa frase perché, dopotutto, capita non di rado di dedicare ad un investimento troppe risorse, per poi ritrovarsi in mano con un “pugno di mosche”.

Oggi declineremo questo “errore” ad una precisa strategia di Web Marketing, ovvero alle campagne con Google Ads per le quali, come già saprai, occorre investire in base all’obiettivo da raggiungere.

Se non hai idea di cosa stia parlando, forse, ti serve un piccolo ripasso. Giusto?

Nessun problema: ci ho già pensato io per te!

Passa a dare uno sguardo alle guide che ti linko qui sotto e poi torna presto da queste parti, perché ti spiegherò come evitare di sprecare budget e, soprattutto, come migliorare l’efficacia delle campagne con Google Ads senza aumentare la spesa.

Non voglio creare false illusioni: non c’è alcun trucco magico

Ottenere buoni risultati dalla pubblicità su Google è un lavoro complesso che richiede studio, pazienza e competenza. Per questo non sono qui a vendere nulla, né tantomeno a convincerti che, grazie a me, diventerai miliardario.

Mi auguro di cuore che chiunque legga queste righe possa trovare la felicità in fondo al tunnel… Tuttavia vorrei tornare con i piedi per terra e spiegare in che modo si possano ottenere risultati soddisfacenti senza aumentare i costi della pubblicità su Google.

Per prima cosa chiariamo cosa sono questi “costi”

La pubblicità su Google funziona ad asta, nel senso che ogni inserzionista decide quanto investire in base ad un preciso obiettivo da raggiungere. È ovvio che una PMI medio-grande disporrà di budget più limitati rispetto ad una multi-nazionale, ma è vero anche che, entrambe, potrebbero concorrere per le stesse parole chiave con le quali posizionare i propri annunci pubblicitari.

Per questo i costi sono cifre molto variabili che dipendono, come ho spiegato nel mio approfondimento linkato qui sopra, da tanti fattori come:

  •         Volume di affari
  •         Budget disponibile
  •         Stagionalità
  •         Servizi/Prodotti offerti
  •         …e molto altro ancora.

Queste cifre sono destinate alla pubblicità su Google per la quale spendi in base alle performance delle campagne che hai avviato.

Ci sono poi da considerare altri “costi”, anch’essi variabili, che dipendono dal lavoro di supporto o consulenza dell’agenzia a cui deciderai di rivolgerti per iniziare a fare campagne su Google Ads.

Il costo del lavoro del professionista non ha nulla a che vedere con quello delle inserzioni per cui, in modo molto trasparente, l’agenzia dovrebbe sempre tenere separate le due voci di spesa.

Ad ogni modo ciò che paghi al professionista non è solo il lavoro di settaggio e avvio delle campagne, nonché il monitoraggio del loro andamento. Nell’importo di onorario che ti verrà richiesto sono inclusi anni e anni di formazione e di esperienza, l’acquisto di strumenti di lavoro sofisticati, software costosi, team di lavoro e così via….

Entrambe le voci di spesa possono essere ottimizzate ma ti avverto sin da ora che una delle due non andrebbe mai valutata al ribasso. E mi riferisco a quella del professionista.  

Il mercato, dopotutto, è libero.

Tuttavia ti ricordo che scegliere una buona agenzia o un buon professionista non è una decisione da valutare in base al costo. Piuttosto dovresti interessarti ai risultati che questa è in grado di garantire e, quindi, alla professionalità che questa potrà dimostrare, magari attraverso casi studio e testimonianze. 

(Per esempio qui trovi  quelli di Riolab)

Non vorrei divagare troppo sulla scelta del professionista giusto a cui affidare le tue campagne con Google Ads ma ci tenevo a spiegare che, tra le voci di spesa su cui ragionare, ci sono certamente anche quelle da destinare a chi, materialmente, si occuperà di prendersi cura della tua pubblicità.

Le altre, ovvero le spese da destinare alle tue campagne su Google Ads, invece, possono essere ottimizzate e, quindi, diminuite o ribassate. Come? In base a come performano le tue campagne. Vediamo in che modo.

Google Ads fa parte di una delle numerose attività di Web Marketing e, tra l’altro, non è la sola piattaforma di annunci pubblicitari sulla quale investire. 

Questo significa che stiamo parlando di uno strumento da inserire all’interno di una macro-strategia, all’interno della quale figurano tutte le altre attività (come SEO, campagne sui Social Network, e-mail marketing, ecc.) finalizzate a raggiungere degli obiettivi di crescita come acquisire nuovi clienti, aumentare il numero di visite in negozio, ottenere iscrizioni e richieste di preventivi e così via. 

Come dicevo poc’anzi non esiste una formula magica per portare più clienti in azienda spendendo meno su Google Ads. Tutto ciò che puoi fare è riassunto nei quattro punti strategici fondamentali che riepilogo qui sotto:

    • Osservare e ottimizzare i target geografici delle tue campagne
    • Osservare e ottimizzare i lineamenti demografici delle tue campagne
    • Osservare e migliorare le creatività dei tuoi annunci
    • Osservare ed eventualmente tagliare delle parole chiave

Osservare e ottimizzare i target geografici delle tue campagne

Di norma quando avviamo una campagna su Google Ads dobbiamo impostare il cosiddetto “target geografico” stabilendo quali zone dovranno essere raggiunte dai nostri annunci.

È ovvio che se la nostra azienda produce soluzioni per lidi balneari non rivolgeremo gli annunci alle regioni in cui non ci sono coste, né tantomeno acquirenti interessati ad acquistare sdraio, ombrelloni o quant’altro.

Pertanto una prima scrematura ci aiuterà ad individuare i luoghi geografici nei quali, di fatto, possiamo effettivamente espletare i nostri prodotti/servizi e, soprattutto, dove ci sono potenziali clienti interessati alla nostra azienda.

Ciò nonostante non è detto che tutte le località o le regioni selezionate nel target avranno le stesse performance. Ecco perché, dopo una fase iniziale di osservazione, andremo a guardare, località per località o regione per regione, dove le campagne avranno performato meglio o peggio.

Esempio: azienda X specializzata in soluzioni per lidi balneari intende acquisire nuovi clienti ed espandersi sul mercato vendendo nuovi prodotti innovativi. Dopo aver avviato le campagne in tutte le regioni dove è presente costa balneabile costellata di strutture ricettive, gli annunci avranno i seguenti risultati:

Regione Marche: tasso di conversione dell’8% e costo di conversione per lead di 16,00€

Regione Abruzzo: tasso di conversione del 2% e costo di conversione per lead di 30,00€

In questo caso il ragionamento è semplice: le Marche “convertono” bene mentre l’Abruzzo, per una serie di ragioni su cui andremo a riflettere, hanno delle performance meno redditizie.

Cosa farà l’inserzionista a questo punto?

Semplice: DIPENDE.

Lo so, a questo punto ti aspettavi due risposte:

  1.       L’inserzionista spegne la campagna perché non vale la pena mantenerla attiva
  2.       L’inserzionista manda avanti la campagna perché, dopotutto, c’è ancora un po’ di budget sul quale provare a continuare gli investimenti.

Come avevo già sottolineato poco fa non esistono trucchi magici ma pazienza, competenza ed esperienza.

La valutazione dell’esempio che ti ho proposto dovrà essere ragionata assieme al professionista che ci aiuterà a capire se vale la pena “spegnere” una campagna e re-distribuire il budget o attendere ancora per valutare l’andamento su periodi di tempo maggiori.

Considera che quando parlo di “periodi di tempo maggiori” parlo di un periodo che va dai tre ai sei mesi, durante i quali è possibile raccogliere dati sufficienti per mettere a punto una strategia fondata sui numeri. 

Quali domande dovresti porti dinanzi a due regioni o località che hanno performance differenti?

–> Ha senso mantenere attiva una campagna in una località che non ha mostrato interesse per i nostri annunci?

–> È preferibile spegnerla e destinare il budget risparmiato su località più reattive ai nostri annunci?

–> Quanto budget posso ancora investire in zone che hanno performance poco redditizie?

–> Di quanto budget dispongo per investire maggiori risorse nelle località che hanno raggiunto migliori risultati?

Ragionando in questo modo risparmierai o eviterai di bruciare budget che potrai re-investire in attività più redditizie.

Per i restanti tre punti, ovvero:

  •         Osservare e ottimizzare i lineamenti demografici delle tue campagne
  •         Osservare e migliorare le creatività dei tuoi annunci
  •         Osservare ed eventualmente tagliare delle parole chiave

…vale lo stesso discorso.

Difatti le campagne su Google Ads prevedono sempre una fase di avvio, una di osservazione e, infine, una di ottimizzazione. Se ti sei reso conto che i lineamenti demografici impostati sono poco vicini al reale pubblico di utenti potenzialmente interessati a ciò che offri, non dovrai fare altro che fermarti a riflettere su quali ottimizzazioni potresti mettere in atto.

Allo stesso modo quando un annuncio non performa particolarmente bene perché ci sono aspetti creativi e visuali che non lo rendono chiaro, intrigante o appetibile, non dovrai fare altro che fermarti, correggere il tiro e riavviare le campagne.

Ecco perché il successo di una campagna non è scritto nella “Bibbia dei Marketers” dal momento che ogni azienda ha una sua precisa storia, una sorta di “passato clinico” per il quale solo l’esperienza e la profonda conoscenza del mercato possono contribuire a centrare l’obiettivo.

Quanto alle keyword invece…

Queste sono la linfa vitale di Google Ads (e di Microsoft Advertising) perchè sono il mezzo attraverso cui posizioniamo l’annuncio pubblicitario sul web. In pratica l’asta pubblicitaria avviene tramite la selezione di “query”, ovvero parole che gli utenti digitano sul motore di ricerca per ottenere le risposte a ciò che stavano cercando

Quindi un’azienda che si occupa di vendere compressori industriali, con molta probabilità, investirà su tutte le parole chiave affini al settore di riferimento, ovvero quelle che gli utenti sono soliti digitare quando cercano aziende simili. 

Anche in questo caso le possibilità sono infinite, tant’è che per ogni gruppo di parole chiave otterremo dei risultati di performance. Qualora dovessimo renderci conto che alcune “keyword” ottengono risultati migliori di altre simili (o di loro sinonimi), quindi, applicheremo la stessa logica di ottimizzazione.

Come?

Valutando se vale la pena o meno spegnere gli annunci che presentano keyword meno performanti oppure mantenerli attivi per attendere se, in un certo lasso di tempo, arriveranno risultati più convincenti. 

Pazienza, competenza, esperienza: i tre valori impliciti di una campagna redditizia

Una campagna realmente redditizia, in conclusione, è il frutto di un complesso lavoro di strategie, riflessioni, analisi e osservazioni. In Riolab, ovviamente, abbiamo creato un metodo di lavoro che ci consente di abbreviare determinati step e di arrivare dritti verso l’obiettivo, praticando vie più semplici che, tuttavia, sono il frutto di anni di lavoro, studio e dedizione.

La pazienza ci aiuta a non promettere mai guadagni milionari solo per acquisire un cliente in più.

La competenza ci serve per mettere a frutto campagne efficaci e per rendere il cliente soddisfatto dei propri investimenti.

L’esperienza ci aiuta a capire, a colpo d’occhio, quando un investimento si rivelerà redditizio oppure quando, invece, è il caso di guardare verso altre opportunità di crescita.

Se ti interessa capire meglio le logiche che si celano dietro il funzionamento di Google Ads ti saluto lasciandoti una lettura molto interessante ed illuminante: La domanda consapevole – Campagne di Ricerca su Google (Google Ads Search)

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