ChatGPT ha aperto alle pubblicità anche in Italia: inizia una nuova era della ricerca

AI - Intelligenza artificiale

Dal 24 agosto 2026, se usi ChatGPT con un account gratuito, può capitarti di vedere una cosa nuova sotto le risposte: un annuncio pubblicitario. OpenAI ha acceso le sue pubblicità in 31 mercati europei, Italia compresa, sei mesi dopo aver iniziato a testarle negli Stati Uniti.

Detta così sembra una notizia da addetti ai lavori. Non lo è. La piattaforma che centinaia di milioni di persone aprono ogni giorno per chiedere qualcosa è diventata anche uno spazio pubblicitario. E se hai un’azienda, il modo in cui le persone ti cercano e ti trovano sta per cambiare parecchio.

Vale la pena capire cosa succede davvero, al di là dell’entusiasmo e degli allarmismi.

Cosa è successo, in parole semplici

Niente di complicato. Quando fai una domanda a ChatGPT e la conversazione è pertinente a un prodotto o servizio, sotto la risposta può comparire una scheda sponsorizzata: titolo, breve descrizione, immagine, link. È etichettata chiaramente come pubblicità e sta accanto alla risposta, non dentro.

Un paio di paletti importanti. Gli annunci li vedono solo gli utenti dei piani Free e Go. Chi paga Plus, Pro o i piani business non ne vede nessuno. E OpenAI dichiara di non mostrarli agli account riconducibili a minorenni.

Fin qui, potresti pensare: è la solita pubblicità, spostata da un posto a un altro. 

Ma il punto è un altro, ed è più interessante.

Perché non è “Google con un vestito nuovo”

Su Google, quando cerchi qualcosa, ottieni dieci link. Ne apri tre, confronti, ti fai un’idea. Il controllo resta in mano tua.

Con ChatGPT ottieni una risposta. Una sola, formulata in tono sicuro, che l’utente medio prende per buona senza avere modo di verificarla, proprio perché l’ha chiesta a ChatGPT per il fatto che non la sapeva. Qui sta la differenza vera. Chi occupa quello spazio, dentro o accanto alla risposta, ha un peso che in una pagina di risultati Google non avrebbe mai avuto.

È una cosa che come agenzia troviamo insieme affascinante e un po’ inquietante. Affascinante perché apre possibilità nuove. Inquietante perché sposta tantissimo potere su chi controlla la risposta.

Il punto che cambia tutto: la risposta non è in vendita (per ora)

Qui arriva la parte che ogni imprenditore dovrebbe leggere con attenzione.

OpenAI ha pubblicato cinque principi che regolano la sua pubblicità. Tradotti dal linguaggio aziendale a quello reale, i due che contano sono questi.

Il primo si chiama answer independence: chi paga non può influenzare cosa dice ChatGPT. L’annuncio compare a fianco, ma la risposta la genera il modello per conto suo. Se i migliori software per una PMI sono tre marchi specifici, ChatGPT li nomina, e spendere in pubblicità non cambia quel giudizio.

Il secondo è la privacy della conversazione: OpenAI dichiara che il contenuto delle chat non viene venduto agli inserzionisti.

Se queste due promesse reggono, siamo davanti a qualcosa di diverso dalla pubblicità a cui siamo abituati. Uno spazio dove la fiducia dell’utente viene protetta invece di essere spremuta.

Le regole europee (un vantaggio da capire)

Questa informazione si legge ancora poco in giro, ma per chi fa pubblicità qui è centrale.

In Europa le pubblicità di ChatGPT partono senza personalizzazione, per rispettare il GDPR. In pratica: gli annunci vengono scelti in base al contesto della conversazione in corso e a informazioni generali come la lingua o l’area geografica. Non in base alla tua cronologia, alle chat passate o alla memoria dell’utente.

Cosa significa per te? Che il targeting fine a cui ci ha abituati Meta, quello basato su montagne di dati comportamentali, qui all’inizio non c’è. Vince chi è pertinente al momento della domanda, non chi ha profilato meglio l’utente. È un terreno più pulito, in un certo senso, e premia chi ha le idee chiare su cosa offre e a chi.

Le due partite che ogni imprenditore deve iniziare a giocare

Per un’azienda le partite in campo sono due. Diverse tra loro, ed entrambe importanti.

  • comparire dentro la risposta. È il territorio organico, l’equivalente della vecchia SEO. Non si compra: dipende da come il tuo brand è strutturato online, da quanto sei riconoscibile e affidabile, dai dati che rendono la tua offerta comprensibile a un modello di AI. È la partita lenta, quella che costruisce valore nel tempo, e per molte PMI è anche la più trascurata.
  • comparire accanto alla risposta, con lo spazio a pagamento. Funziona a asta, ma non è una semplice gara a chi offre di più: la pertinenza e la qualità dell’annuncio pesano quanto la cifra. Un annuncio più rilevante può vincere spendendo meno.

Le due partite si nutrono della stessa cosa: quanto sei chiaro e presente come azienda. Ignorarne una per puntare tutto sull’altra è un errore che vediamo fare spesso.

Cosa dovresti fare adesso

Non serve correre a comprare annunci su ChatGPT domani mattina. Serve fermarsi a ragionare su una domanda: quando qualcuno chiede a un’AI di risolvere il problema che tu risolvi, la tua azienda esiste in quella conversazione?

Per la maggior parte delle PMI oggi la risposta è NO. E questo, più della pubblicità in sé, è il vero segnale d’allarme. Il momento per rendere il proprio brand riconoscibile e “citabile” dall’AI è adesso, prima che lo spazio si affolli e i costi salgano.

Chi si muove ora parte con un vantaggio che tra un anno sarà molto più caro da recuperare.

Vuoi capire come posizionare la tua azienda nell’era dell’AI?

Noi di Riolab seguiamo da vicino come cambia la ricerca con l’arrivo dell’AI, e aiutiamo imprenditori e PMI a farsi trovare dove i loro clienti stanno già cercando. Se vuoi capire dove sei messo oggi e cosa puoi fare concretamente, scrivici: ragioniamo insieme sulla tua situazione.

DUE PAROLE Sull’autore

Mi chiamo Saverio Bruno e sono un esperto di Digital Marketing. Dopo aver maturato quindici anni di esperienza come consulente freelance, ho fondato RIOLAB S.R.L. Ho ideato un Metodo che mi ha permesso di condurre la mia azienda, e quelle dei miei clienti, verso una crescita sicura e sostenibile nel tempo. Ho anche pubblicato un libro nel quale condivido, con imprenditori, decision maker e marketing manager, tutto il mio sapere.

SAVERIO BRUNO

Founder Riolab